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Carolina De Falco
Università della Campania “Luigi Vanvitelli”
Italia
https://orcid.org/0000-0002-8209-0024
Núm. 19 (2020), Tema: As medidas do desorde. Reflexións sobre canon, orde e proporción nas artes, Páginas 79-90
DOI: https://doi.org/10.15304/qui.19.7321
Recibido: 09-12-2020 Aceptado: 09-12-2020 Publicado: 18-01-2021
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Resumen

La progettazione dei quartieri popolari del secondo dopoguerra in Italia risente dell’allontanamento dai temi principali del Movimento Moderno: le case in linea parallele, disposte ordinatamente lungo l’asse eliotermico, sono sostituite da gruppi di residenze differenti per tipologia, sfalsate o ruotate fra loro, in modo da ottenere spazi a verde e luoghi urbani per incentivare la socialità. Inoltre, per evitare la conformità, gli edifici presentano varietà nelle aperture e nella texture delle facciate, tanto da caratterizzare il paesaggio urbano, alla ricerca di armonia, bellezza e valori identitari. L’apparente disordine, infatti, è in realtà governato da una regola, che si rivela nel momento in cui il degrado e l’incuria portano a trasgredirla. Nella prospettiva della storia dell’architettura e della città, si propone il risultato di alcuni casi studio in Italia che rendono evidenti tali riflessioni.

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